Dauni
Δαύνιοι. Dauni. Cosi i Greci chiamarono gli antichi abitanti della Puglia settentrionale (Daunia).
Storia e origini
Un vasto territorio che comprendeva l’area del Gargano con tutta l’attuale provincia di Foggia, un’ampia fascia a sud del basso corso dell’Ofanto (adesso in provincia di Bari), e l’area intorno a Melfi (ora in Basilicata) tra l’alta valle del Bradano e il medio corso dell’Ofanto.
I Dauni erano uno dei tre gruppi etnici principali in cui si articolava la popolazione degli Iapigi che prima di essere assoggettati dal mondo romano, abitarono per circa un millennio il territorio dell’attuale Puglia. Solo a partire dalla prima Età del Ferro si riesce quindi a distinguere la cultura dei Dauni da quelle, per tanti aspetti simili, dei vicini Apuli, Peucezi e Messapi.
Il mito fa risalire le origini dell’antico popolo italico a un re illirico, Dauno, figlio di Licaone, che sbarcò in Italia insieme ai fratelli Iapige e Peucezio. La storia di Dauno si intreccia poi con quella di Diomede, re di Argo, eroe della guerra di Troia e coraggioso amico di Ulisse: scacciato dal suo trono dalla moglie infedele Egialea e dal suo amante Comete, fuggì verso Occidente e dopo aver peregrinato tra l’Africa, la Spagna e l’Italia, raggiunse le coste pugliesi dove, secondo la leggenda, fondò numerose città, tra le quali Arpi, Canosa e Brindisi. Il mitologico racconto ospita due diversi finali. Nel primo, Dauno dopo aver promesso a Diomede metà del suo regno in cambio di un aiuto nella guerra contro i Messapi, tradì la parola data e fece uccidere l’eroe greco. Una seconda versione vede invece Diomede sposo felice di Evippa, figlia di Dauno, insieme alla quale visse a lungo, felice, sul trono della sua nuova patria. Non a caso il Tavoliere delle Puglie fu chiamato per secoli “La pianura di Diomede”.
Centri principali della Daunia erano Arpi, Luceria, Teano Apulo, Canusio, Aecae (Troia) e Herdonia (Ordona). Le stele sepolcrali in pietra sono una delle caratteristiche più note della cultura dauna, insieme alla ricca produzione della ceramica figulina, dipinta con motivi geometrici.e ai numerosi manufatti metallici tra i quali spiccano le armi (cuspidi di lancia di bronzo o di ferro e rare spade di ferro con impugnatura a crociera) gli ornamenti personali e un ampio campionario di bronzetti come quelli del cosiddetto “carrello di Lucera” conservati al British Museum di Londra.
Secondo la tradizione iapigia, anche i Dauni seppellivano i loro morti in posizione fetale, almeno fino al IV secolo, quando iniziò a prevalere l’uso dei vicino Osci che inumavano i defunti in posizione supina. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce due gruppi insediamenti: alcuni compatti, arroccati sui colli e di difficile accesso (molti villaggi del Gargano fra i quali spicca quello di Monte Saraceno e altri, molto più numerosi, sparsi sul territorio come Arpi, Ordona e Lavello. Gli abitati erano formati soprattutto da capanne, di forma rettangolare o absidata, come quelle ritrovate negli scavi di Salapia oppure a pianta tondeggiante (in contrada Casino, a Lavello). Solo dalla seconda metà del VI sec. a.C. i Dauni iniziarono la costruzione di esili fondazioni (di regola filari di pietre e ciottoli) che ricalcavano l’andamento tondeggiante delle capanne tradizionali. Resti di edifici più importanti sono riemersi dopo gli scavi archeologici a Canosa-Toppicelli, Lavello, Ascoli Satriano e a San Paolo di Civitate.
Rapporti coi Romani
Il primo impatto con il mondo romano non arrecò danni particolari ai Dauni. Anzi, alcune città alleate, come Canosa e Arpi, attraversarono un notevole rigoglio economico, grazie alla ricchezza prodotta dalla olivicoltura e dalla viticultura. Dopo la guerra annibalica e al decadimento delle aristocrazie locali, sotto il dominio politico di Roma si svilupperà una economia diversa, fondata sulle nuove colture e sullo sfruttamento economico dei grandi latifondi.
Bibliografia
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