Ausoni
Gli Αὔσονες (in greco antico) o Ausŏnes (in lingua latina) furono fra i primi indoeuropei che giunsero in Italia.
Antichissimo popolo di pastori e agricoltori, nell’Età del Ferro abitavano la regione litoranea poi chiamata Campania dagli invasori Sanniti.
Storia e origini
In un primo tempo vivevano in un’area molto vasta, di fatto in tutta la regione costiera che si estende dalla valle del Sele (Silarus) sino all’ager Falernus e all’attuale città di Mondragone (Sinuessa). In seguito divisero il loro territorio nel basso Lazio con il popolo degli Aurunci, di stirpe affine alla loro.
Il popolo degli Ausoni viveva di pastorizia e di agricoltura. pochi insediamenti ritrovati mettono in luce fattorie, villaggi e centri fortificati edificati a secco con blocchi di pietra poligonale.
Una antica città preromana, Ausona anche detta Aurunca, fu distrutta nel 314 a.C. durante la seconda guerra sannitica e mai più ricostruita. Oggi Ausona è il nome di un comune della provincia di Frosinone che in età medievale era chiamato Le Fratte. Nell’Appennino laziale meridionale sorge anche il massiccio carbonatico dei Monti Ausoni. Ausonio venne chiamato anche il mare che bagnava le coste meridionali della penisola italica.
Dai relitti linguistici risulta che gli Ausoni appartenevano allo stesso gruppo di Italici del quale facevano parte i Latini. Il nome Ausoni nel passato fu poi usato in modo estensivo dai poeti romani per indicare tutti i popoli dell’Italia più antica.
Secondo il mito, l’origine del nome dell’antico popolo sembra derivare da Ausone, figlio di Ulisse e della maga Circe, fondatore, secondo Strabone (VI 225 vg) della perduta città di Temesa, emporio conosciuto per le sue risorse minerarie, citata anche in un passo del primo libro dell’Odissea. Oggi le ricerche archeologiche situano la città in provincia di Cosenza, in un territorio che comprende i comuni di Aiello Calabro, Amantea, Cleto e Serra d’Aiello.
Il mito racconta che uno dei figli di Ausone, Liparo, alla morte del padre fu cacciato dai fratelli e si rifugiò nell’isola dell’arcipelago eolico che porta ancora il suo nome. Lipari venne occupata dagli Ausoni nella tarda e media Età del Bronzo. La civiltà appenninica, chiamata “Cultura dell’Ausonio” è caratterizzata da sepolture miste (inumazione e incenerazione) e da ceramiche d’impasto nero e di colore rosso vivo, decorate grazie a rilievi cordonati o dipinte con rilievi geometrici.
Nel basso Lazio le ricerche archeologiche hanno permesso il ritrovamento di alcuni templi edificati dagli Ausoni, come quello della dea Marica costruito sulla foce del fiume Garigliano o della dea Feronia presso le sorgenti del Monte Leano, nei pressi di Terracina. La divinità italica di Marica, ninfa delle acque e delle paludi, signora degli animali e protettrice dei neonati, deteneva il potere sulla fecondità. Feronia, protettrice dei boschi e delle messi, veniva celebrata dai malati e dagli schiavi che erano riusciti ad affrancarsi dalla loro condizione.
Tra i luoghi sacri dedicata alla dea, onorata soprattutto dai Sabini e dai Romani, sono tornati alla luce il santuario di Lucus Feroniae nell’attuale comune romano di Capena, quello di Trebula Mutuesca (oggi Monteleone Sabino), e i templi ritrovati a Terracina, Palestrina, in alcune zone dell’Etruria e nell’area sacra (tempio C) di Largo di Torre Argentina a Roma.
I rapporti con i Romani
Nel IV secolo a.C., gli Ausoni, insieme agli Aurunci e i Sanniti entrarono in guerra contro Roma. Le città della pentapoli (Ausonia, Vescia, Sessa, Minturnae, Sinuessa) insieme a Capua e Nola, vennero annientate. Nel corso della Seconda Guerra Sannitica contro Roma (326-304 a.C,) tutti gli abitanti di Ausonia furono trucidati. Dopo anni di guerra e di sanguinose battaglie, iniziò il lento processo di romanizzazione degli Ausoni.
