Aurunci
Una delle più antiche popolazioni italiche, di origine indoeuropea, secondo i Greci affine agli Ausoni, che vantavano l’ascendenza mitologica di Ausone, mitologico figlio di Ulisse figlio del ben più celebre Ulisse e della maga Circe.
La voce latina Aurunci deriva dalla base greca Αυσονικοί, che per il fenomeno linguistico del rotacismo, (modificazione fonetica a “R”, specialmente nel caso della lettera “S” intervocalica) ampiamente diffuso nella regione campana, suonava come Auronici. Poi, per sincope (caduta di un suono o di un gruppo di suoni all’interno di una parola) furono chiamati Auronci e quindi Aurunci.
Storia e origini
Pur appartenendo alla grande famiglia degli Ausoni, costituivano una unità politica distinta: Tito Livio riferisce (VIII, 16) che i Romani dapprima debellarono gli Aurunci e, dopo, anche gli affini Ausoni.
Gli Aurunci vivevano nella zona costiera tra il Lazio e la Campania, lungo il Liri-Garigliano. Suessa, oggi Sessa Aurunca, era il centro principale del loro territorio. Le loro città costruirono delle alleanze economiche e militari molto strette. Oltre a Suessa vanno ricordate Sinuessa, situata sul mare a nord dell’odierna Mondragone, Minturnae (oggi Minturno, in provincia di Latina) e Vescia, una città edificata sulla sponda sinistra del Garigliano. L’antica Formiae (l’attuale Formia) era anch’essa di origine aurunca prima di essere stabilmente occupata dai Volsci.
Rapporti con i Romani
Livio riferisce di antichissime guerre dei Romani con gli Aurunci già nel 505 e 495 a. C. (Liv., II, 16-17; 26-271.). Gli Aurunci subirono una prima, importante sconfitta nel 345 a.C. (Liv., VII, 28) della vittoria romana sugli Aurunci il 345 a. C., poco prima che, secondo la tradizione, iniziasse la lunga e sanguinosa e lunguerra sannitica.
Nel 340 a. C. Tito Manlio Torquato, console per la terza volta, insieme con Publio Decio Mure trionfò «de Latinis, Campanis, Sidicinis et Auruncis» e accettò la loro capitolazione. Il conflitto riesplose nella seconda guerra sannitica (326-304 a.C.) ma l’esercito della cosiddetta Pentapoli Aurunca formata dalle città di Ausona, Suessa, Sinuessa, Minturnae e Vescia, venne sterminato nel 314 a.C. Dopo quella data tutta l’area tra i fiumi Garigliano e Volturno, che comprendeva i villaggi, le fortificazioni e i santuari del popolo aurunco passò sotto il dominio romano, prima con la fondazione della colonia latina di Suessa e subito dopo con la costruzione della Via Appia che iniziò nel 312 a.C. per volere del censore Appio Claudio Cieco, importante esponente della Gens Claudia.
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